} Dysfunctional FAMILY______________

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Come (il) Gilbo rovinò il Natale, Una magica storia natalizia XD
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 30/4/2009, 13:29


Vabbè insomma,rileggendomi le strips di Natale,assaporando la malinconia di quell'omm solitario che è Gilbert e non avendo niente da fare come al solito è venuta fuori questa stupidissima storia su Hetalia,basata sul film "Il Grinch"....
XD Il modo sempliciotto,tipicamente da fiabe,con cui la ho scritta è ovviamente voluto....

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C’era una volta,molto tempo fa,un uomo che viveva in un’incomparabile solitudine e che vagava per le strade alla ricerca della felicità,di cui aveva uno strano concetto…
“Sono così felice di essere da solo che non riesco a smettere di piangere!HAHAHAHA!” gridava l’uomo in un misero tentativo di autoconvincersi.
“Già chi ha bisogno di qualcuno?Non io!”
Tuttavia Gilbert Weilschmidt,questo era il nome dello scompagnato uomo,non avrebbe mai immaginato che quella fredda sera di inverno qualcosa avrebbe sconvolto la sua solitaria esistenza…


*******

Natale.
Il soffice manto nevoso ricopriva le strade e i tetti delle case,addobbate con luci e decorazioni, dentro le quali,nel caldo tepore casalingo,le famigliole si riunivano per festeggiare tutti insieme questo lieto evento(al pari di un funerale in cui schiatta qualcuno con un’eredità molto promiscua e parenti che si credevano scomparsi sbucano dal nulla).
Aaaaah che bello,mangiare tutti radunati intorno alla tavola,cantare le liriche natalizie,scartare i regali sot------------
“HAHAHA!E’ Natale e io sono nuovamente solo!HAHAHA Che bello...”
Beh…di certo questo non valeva per Gilbert Weilschmidt,che proprio la famigerata sera di Natale,si ritrovava a passeggiare lungo le vie fitte di mercatini con la piacevole compagnia di se stesso.
Un Natale con i controfiocci,non c’era che dire.
-Che ne pensi di questo cappello?- chiese una voce femminile che al contempo sembrava nascondere una certa vena arcigna…
-Trovo che sia molto carino- rispose un’altra voce,maschile,pacata ed elegante.
Gilbert si voltò:erano i suoi due amici(amici??Gilbert Welschmidt non aveva amici!!) Elizaveta Hedèrvàry e Roderich Eildestein:lei si apprestava a prendere mano al portafoglio per pagare il simpatico cappello con le orecchie da coniglio che sfoggiava,ma il bel giovane le afferrò garbatamente il polso con le mani,e sospingendosi gli occhiali sul naso e chiudendo gli occhi,rispose: “Ferma. Pagherò io…è il minimo che posso fare.”
Elizaveta era estremamente sorpresa,ma all’improvviso le si illuminò il viso e stringendo le mani contemplò trasognante il suo cavaliere circondato da tanti sparkles surreali. “Ooooh Roderiiich…”
Gilbert sentì l’impulso di vomitare:tutte quelle…quelle moine…quelle buone maniere…quella gentilezza…bleah…
“Oui oui ottimo affare,mademoiselle” annuì il venditore intascando il guadagno.
“Bene Elizaveta….” Sospirò Roderich “E’ meglio che ci sbrighiamo…non vorremmo mica arrivare tardi alla festa di Natale di Alfred,alla quale partecipano tutte le nazioni?” “Signornosignore!”
I due si allontanarono,sotto lo sguardo del venditore che sembrava divorare con gli occhi il fondoschiena del signor Roderich...
Gilbert sentì la collera salirli in gola: nessuno lo aveva invitato a quella festa e nessuno gliene aveva neanche accennato!
“Aaaah lui è magnifique con i suoi modi da umile gentiluomo….” (umile?...) sospirò il venditore con un sorriso malizioso sulle labbra: i capelli biondi che li scendevano fino alle spalle e la barbetta incolta gli davano l’aspetto di un seduttore dai metodi non troppo discreti.
“Tsk è solo uno stupido aristocratico…” sbuffò Gilbert(che conosceva FIN TROPPO bene il venditore):il suo sguardo però cadde su una vecchia lampada impolverata che se ne stava tranquilla in mezzo alle altre merci esposte. La prese e la studiò.
“Oooh cette? Viene dalla Turchia” “…” “….Beh?” “Mmmmm….” .
Sembrava una comunissima lampada dalle favole,senza alcun potere magico,tuttavia Gilbert sentiva come se nascondersse qualcosa di sinistro…
Dopo un po’,sentenziò: “La prendo.” “Mmmm hai degli strani gusti tu,sai?Ma dimmi…perché tutto solo la notte di Natale?Non vai a quella festa?” “…P…potrei chiedere la stessa cosa a te.” “Beh io non sono stato invitato…” “Tt….tsk intanto sicuramente si tratterà di una stupida e noiosissima festa…”.
“Beh….allora…” il tono del venditore si fece improvvisamente malizioso …avanzò lentamente verso Gilbert e gli circondò la vita con le braccia,stringendolo contro se: “Che ne dici se questa notte la passiamo insieme…solo io e te….” Gli sussurrò nell’orecchio mentre la sue dita affusolate scendevano verso il fondoschiena afferrandolo saldamente “Fammi un po’ di compagnia Gilbert,è così fred…..”
Un minuto dopo,un’anziana coppietta di sposini non sapeva a chi rivolgersi visto che il venditore era steso a terra con un grosso bernoccolo fumante sulla nuca.
“Aaaah l’amour blesse….ahi ahi…” si lamentò tastandosi la testa.

*******

Gilbert si ritrovava a passeggiare lungo il sentiero di un boschetto innevato,mentre rigirava fra le mani la lampada acquistata da poco:ripensando alle parole di Roderich,la rabbia lo pervase di nuovo: perchè doveva esistere questa stupida festa che non faceva altro che renderlo di malumore?
"IO ODIO IL NATALE!" esclamò gettando a terra la lampada.
“Hey sta attento brutto bastardo!”
Gilbert si congelò immediatamente:c..chi aveva parlato?Non c’era nessun altro là a parte lui…La voce pareva provenire dalla lampada:si avvicinò cautamente e sul punto di afferrarla,una luce bianca lo investì facendolo cadere sul suo stesso didietro.
“Ahio…”
In quel preciso istante,dalla lampada sbucarono due braccia,poi una testolina ed infine il busto di un giovane ragazzo dalle enormi sopracciglia folte,che facendosi leva con le braccia cercava di uscire a fatica dall'apertura:con un'ultima spinta riuscì nell'intento e si rilevò in tutto il suo splendore(...) : indossava una tunica bianca molto corta,sandali di cuoio e nella mano destra stringeva una bacchetta. La cosa incredibile però era sicuramente il fatto che tramite due piccole ali che gli spuntavano dalla schiena,riusciva a levitare se non a volare. Il quadretto era completato dall'aureola dorata che portava sulla testa.
Gilbert non credeva ai suoi occhi.
“Una volta le facevano più grandi….” borbottò spolverandosi la toga.
“…INGHILTERRA?!”
“Eh….?” L’angelo sollevò lo sguardo su Gilbert “Ohi,Prussia. Senti,la prossima volta sta più attento a dove metti quella lampada…fa male con me ancora ANCORA DENTRO…”
“Ma...ma..ma tuuuuuuuu.....SEI UN ANGELO??!!"
“E secondo te cos’altro dovrei essere…Babbo Natale?”
“Ma le ali…e…”
“E’ tutto vero:dalle ali,all’aureola al fatto che io sappia volare…”
“Che cavolo ci facevi là dentro?Natale da solo anche tu,eh?...”
“N..n.o io….ecco……b..beh….”
Si. Era proprio così. Neanche il povero Arthur,questo il nome dell’angelo,era stato invitato al party e di certo la prospettiva di passare il Natale ad ubriacarsi di zabaione imprecando contro il televisore,era un’idea che puzzava un po’ di vecchio…
“Io odio il Natale.”
Arthur lo fissò incredulo.
“D..davvero?Anche io….Hey…che ne dici se …ecco…ti aiutassi a rovinare il Natale?In fondo è questa la mia funzione…perciò tu mi hai trovato e ora….”
“ROVINARE IL NATALE?!”
Gilbert si alzò di scatto:la sua espressione si oscurò e un sorriso malefico gli dipinse il volto e contemplando questa idea,si strofinò due dita sotto il mento.
“Non ci avevo mai pensato…mmm sisi è un’idea a dir poco geniale….e va bene…ci sto…”
Si avvicinò lentamente all'angelo e giocherellò con le piume delle sue bianche ali,sussurandoli mefiticamente "Aiutami a rovinare il Natale,piccolo angioletto...".


CONTINUA.,..TATATAAAAAAAAAAAAN!!

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In un vortice di polvere
gli altri vedevan siccità,
a me ricordava
la gonna di Jenny
in un ballo di tanti anni fa.

Sentivo la mia terra
vibrare di suoni, era il mio cuore
e allora perché coltivarla ancora,
come pensarla migliore.

Libertà l'ho vista dormire
nei campi coltivati
a cielo e denaro,
a cielo ed amore,
protetta da un filo spinato.

Libertà l'ho vista svegliarsi
ogni volta che ho suonato
per un fruscio di ragazze
a un ballo,
per un compagno ubriaco.

E poi se la gente sa,
e la gente lo sa che sai suonare,
suonare ti tocca
per tutta la vita
e ti piace lasciarti ascoltare.

Finii con i campi alle ortiche
finii con un flauto spezzato
e un ridere rauco
ricordi tanti
e nemmeno un rimpianto.

imageGermancest is love
 
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 13/11/2009, 20:25


LOL è stupenda XDDDD sò morta dalle risate per francis,povero gilbo però sempre tutto solo XDD

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Do you remember when they arrived? .
Do you remember April the 9th?
I think you do.Everybody does.
I've been thinking and thinking...
No matter what they say.I don't believe it was you.
You're not like that.
Where do we go after this?When it's all over.
I don't know.Can we go back?
Can we ever go forward?Pheraps.Pheraps not.
At this moment there's only the Flame.
~Bent Flammen

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 20/11/2009, 15:21


oddeeeeei voglio il continuo x°°°D *muore ripensando a françis*

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set by me (di tanto in tanto)
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view post Posted on 22/3/2009, 19:32Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 30/4/2009, 13:29


Sta cagata la devo continuà °° mo scrivo il 2° capitolo

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In un vortice di polvere
gli altri vedevan siccità,
a me ricordava
la gonna di Jenny
in un ballo di tanti anni fa.

Sentivo la mia terra
vibrare di suoni, era il mio cuore
e allora perché coltivarla ancora,
come pensarla migliore.

Libertà l'ho vista dormire
nei campi coltivati
a cielo e denaro,
a cielo ed amore,
protetta da un filo spinato.

Libertà l'ho vista svegliarsi
ogni volta che ho suonato
per un fruscio di ragazze
a un ballo,
per un compagno ubriaco.

E poi se la gente sa,
e la gente lo sa che sai suonare,
suonare ti tocca
per tutta la vita
e ti piace lasciarti ascoltare.

Finii con i campi alle ortiche
finii con un flauto spezzato
e un ridere rauco
ricordi tanti
e nemmeno un rimpianto.

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